lunedì, ottobre 20, 2008

Vincitori Food Design 2008



Il 17 ottobre scorso, con la premiazione dei progetti vincitori,si è conclusa la quinta edizione del concorso Food Design 5 - design per il cibo... design con il cibo.
Al termine della cerimonia tenutasi presso EATALY – Museo Carpano di Torino, tra i sessanta progetti finalisti, selezionati tra i 140 progetti pervenuti, da una giuria formata da esperti e personalità di rilievo, questi sono risulati i vincitori per le due categorie previste:


"Bevo per non dimenticare" di Arnaldo Upali (categoria vini e distillati)
"Pratica" di Francesca Capolongo e Silvia Grilli (categoria design per e con il cibo)

Ulteriori immagini degli altri progetti e della mostra sono pubblicate da SaraBi sul suo spazio flickr all'indirizzo www.flickr.com/photos/8679925@N03/sets/72157608301130161

Si ringraziano per le immagini SARA CARPINELLO e www.lepetitjournal.com
Per segnalare errori o dimenticanze o per aggiungere altre informazioni, lasciate pure un commento

giovedì, agosto 28, 2008

_ Mutare

Perché ciò che ci salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.

( A. Baricco - I barbari )

martedì, agosto 26, 2008

_ Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me, la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fatoperchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,che cresce più alto
di quanto l'anima spera,e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

(Edward Estlin Cummings)

lunedì, giugno 02, 2008


_ Agricoltura Biodinamica: flow forms

http://www.agricolturabiodinamica.it/


venerdì, aprile 25, 2008






_ Tree-bù: divulgare e conoscere attraverso il gioco
Gruppo di progettazione: Zo-loft

Realizzare una piccola “architettura” temporanea ad alta flessibilità funzionale e con un gesto semplice, quasi intimo, con un abbraccio, colonizzare spazi dismessi o vincolati per le proprie prerogative fisiche e simboliche.
Le riflessioni su prestazioni e carattere dell’oggetto da progettare sono state basate sull’esperienza dell’escursione e del campeggio, sui momenti del movimento e della quiete nel parco, sul modo che il visitatore ha di interagire con l’ambiente circostante: l’attenzione è caduta sul comfort del visitatore, sul suo essere parte dello spazio, sull’identificazione dei luoghi (e delle funzioni) mediante l’accostamento e la ripetizione di oggetti simili che, come parassiti, diventano parte del loro ospite trovando la propria fenomenologia nella fusione con il contesto. Non più arredo e parco ma identità tra le tre cose per raggiungere una finalità plurima con un oggetto semplice, leggero, dal rapido montaggio, ecosostenibile e dai bassi costi di produzione, che fonda materiali tradizionali (come corde in fibra vegetale e legno) e riciclati in un sistema solido ed appetibile alla vista.
Da questi presupposti nasce l’idea di un appoggio integrato, che con un espediente tecnologico si garantisce una presa salda, ma rispettosa attorno il tronco. Il piano è pensato come risultato di una combinazione mutevole di due diversi tipi sezioni modulari, sagomate per rispondere alle richieste statiche del sistema.
La sua natura di appoggio associata alla facile trasportabilità rende questo strumento performante per molteplici utilizzi. All’ interno del parco esso è facile tramite tra mondo artificiale e naturale, pretesto e strumento di interazione per l’insegnamento e l’apprendimento; segnalatore ed identificatore di percorsi e di specie arboree; contenitore di brochure informative e cartoline ricordo; espositore per la vendita di essenze floreali autoctone o strumento di supporto per manifestazioni collettive come il Festival del Fiore Appenninico o il Festival dei Borghi più Belli d’Italia, ma anche pronto sgabello per i musicisti durante un concerto nel bosco; mangiatoia e posatoio per uccelli…




_ Tangram Concept chair by Zo-loft
"Shape it, like a creative game"
Tangram è una "seduta trasformabile". Richiudibile e riponibile in poco spazio, la sua particolarità sta nel fatto di poter essere modificata con semplici gesti e assumere varie configurazioni a seconda dell'utilizzo o dell'attività che sistanno svolgendo.
In questo modo da una semplice sedia, si può passare ad una seduta con tavolino utile per il lavoro; trasformarla in due sedute poste una di fronte all'altra; in uno schienale per sdraiarsi all'aperto, fino ad ottenere un dondolo con cui giocare.
In più utilizzando più sedie si possono creare ulteriori configurazioni, come la grossa tavolata o il tavolinetto per una veloce cena a due. Progettata in matariali riciclati e riciclabili Tangram non aspetta altro che la vostra fantasia per trovare nuove entusiasmanti configurazioni. SHAPE IT!

giovedì, aprile 24, 2008




_ Wheelly: modulo abitativo trasportabile by Zo-loft


Ancora un progetto a metà tra architettura e design, tra spazio e performance. Un modulo abitativo trasportabile pensato per i senza tetto, ma decisamente utile in molte altre occasioni, lascio giudicare voi!

"Una nuova immagine, un nuovo modo di essere chiamati e guardati, un rifugio, un carrello.
Usando l’immagine della ruota come simbolo di un linguaggio urbano, il progetto si basa su di un carrello di circa 150 cm x 40 cm così pensato per poter passare attraverso ogni porta e diventare uno status symbol: come l’uomo d’affari è l’uomo con la ventiquattrore, il senzatetto sarà l’uomo della ruota colorata, e non più lo straccione.
Basata sul sistema del cuscinetto a rullo, Whelly è realizzato in gomma, alluminio e cartone pressato per essere riciclabile al 100%. La corona interna è caratterizzata da una sequenza di fori per permettere di appendere un sacco da 250 lt e gli oggetti quotidiani. Grazie a due tende pieghevoli in poliestere, il carrello diventa un rifugio sicuro ed intimo, provvisto di uno spazio isolato dal terreno per dormire ed uno per poter stipare gli oggetti. La chiusura del rifugio è permessa da una parte, dallo stesso disco di gomma decorato con loghi che, fungendo da isolante col terreno, è strettamente collegato alla tenda, e dall’altra usando il grosso sacco per bloccare l’apertura. I loghi permettono di ridurre i costi del carrello o di renderlo gratuito dando in più l’opportunità di veicolare messaggi all’interno della città.
Whelly è disegnato per colonizzare e vivere tutti i tipi di realtà urbana, da solo o connesso ad un altro modulo, così da poter creare rifugi multipli e colorati e inaspettati raggruppamenti.













_ 3080 by Zo-loft
Adeguamento ad uso residenziale in spazi storici
Gruppo di progettazione: Zo_loft
Collaboratori: Davide Fragasso, Alfredo Mantini
La nostra società è in trasformazione.

Trasformazione può voler dire dinamismo, comunicazione, ubiquità ma anche, sradicamento, negazione di identità.
Il concetto stesso di “casa” non è più riconducibile al modello tradizionale, sinonimo di permanenza e stabilità. La casa contemporanea può facilmente diventare una dimora “temporanea”, emblema della mobilità che caratterizza la nostra epoca. Oggi la progettazione dello spazio abitativo diventa anche progettazione della temporalità e della flessibilità, dell’esigenza di facile e celere cambiamento; pone la questione del riconoscimento della molteplicità dell’abitare e delle diverse interazioni che lo spazio è in grado di instaurare con gli elementi con cui si relaziona, riuscendo al tempo stesso ad affermare la presenza dell’individuo in un contesto. La casa tende comunque a rappresentare al meglio l’identità della persona che la abita, con le sue abitudini, le sue propensioni innovative, la sua capacità creativa.
Comfort e benessere abitativo, stati per definizione associati ad un alto stile di vita, restano alla base della progettazione; senza tuttavia che questi comportino l’obbligo di costi insostenibili.Con la fluidificazione delle attività umane, anche la distinzione tra momento lavorativo e momento domestico è sempre meno netta. Si trasformano gli stili di vita. Il nuovo spazio per abitare cambia nel tempo e accoglie funzioni diverse come svolgere il proprio lavoro e presentarlo ad altri. Il paradigma informatico e della comunicazione lo rendono tecnologicamente evoluto. Non esistono più confini netti tra spazio pubblico e privato che aiutano a definire un contesto unitario per l’abitare.

“3080” (da 30 a 80 mq) nasce dall’esigenza di recuperare gli spazi inutilizzati dei vecchi centri storici contaminando l’habitat della vita comune e permettendo un adattamento continuo e variabile in rapporto alle necessità dell’utente. Si tratta di un adeguamento ad uso residenziale di un locale voltato di circa 30 mq, sito a pian terreno di un edificio settecentesco, nella località di Isola del Liri in provincia di Frosinone.
Il locale, che nel corso degli anni ha subito varie trasformazioni e restringimenti è al momento adibito ad uso magazzino e ha il suo unico ingresso su un vicolo cieco che è a servizio delle stecche abitative su esso prospicienti.

In “3080” la “tipologia edilizia” perde significato allorché decadono le gerarchie tra gli spazi e tra le funzioni e il modo di vivere non riesce più ad aderire ad alcuno stereotipo immaginabile: la casa diventa abito su misura , accessorio personale e personalizzabile, pratico e da indossare con disinvoltura.
Il progetto prevede l’inserimento di quattro “contenitori minimi di funzioni”: un service,un living, una work station,e un garden ,di 200x110 cm, affiancati,disposti sulla parete di fondo e resi mobili mediante l’utilizzo di cuscinetti a rullo. Unico elemento a rimanere immobile per esigenze impiantistiche è il blocco servizi. In questo modo, sfruttando i circa 20mq di spazio libero antistante i blocchi è possibile, di volta in volta ,“estrarre” e modificare lo spazio interno, in base ai diversi utilizzi che ne si voglia fare, creando più o meno commistioni di funzioni.

Un’ulteriore possibilità viene lasciata all’utente:quella di portare all’esterno dell’abitazione il proprio giardino personale, realtà effimera nell’antistante vicolo, contaminando e ibridando temporaneamente lo spazio aperto, privo per caratteristiche contestuali di aree verdi.



_ ExibCube TEMPORARY AUDIO-VIDEO INSTALLATION
Progettisti: Bellisario Paolo Emilio/Zo-loft, Fragkakis Ilias

Exibcube è una struttura progettata per installazioni audiovisive da
interno o esterno.

L’idea è quella di avere due schermi da 1,70 x 1,30 m opposti, e ruotati di 90° l’uno rispetto l’altro, sorretti e raccordati tramite un involucro esterno in pannelli sagomati di compensato multistrato da 15/18 mm verniciato.
Gli schermi, il cui centro visivo è posto ad 1,50 m dal terreno, sono realizzabili in materiale plastico trasparente ricoperto da una pellicola opaca per retroproiezioni ( dello spessore di 0,5 mm), in modo da evitare possibili danni o incidenti dovuti ad urti o rottura del vetro.
L’interno cavo ed ispezionabile della struttura è pensato per accogliere l’impianto audio e di retroporoiezione; l’involucro, montato su rotelle, per facilitarne il trasporto e il posizionamento.
Questo tipo di installazione, prestandosi, per sua natura, a qualsiasi tipo di narrazione (fotografica, scrittografica, video, pubblicitaria, ecc.), può essere utilizzata all’interno di manifestazioni pubbliche temporanee per esporre risultati di concorsi progettuali o fotografici, studi scolastici ed universitari,esperienze ed analisi svolte in ambito comunale, informazioni all’utente, e in qualsiasi occasione si voglia utilizzare un tipo di comunicazione basata su testo, audio ed immagini.
Pensata per interferire con gli usuali luoghi di passaggio; vista la sua scala, exibcube può essere posto come elemento singolo o in piccoli gruppi all’interno di spazi museali o nelle hall e all’esterno degli ingressi di strutture pubbliche o nelle piazze e divenire nelle ore notturne anche corpo a luminosità variabile.
I materiali utilizzati e il tipo di soluzioni adottate tentano di abbassare quanto più possibile i costi di realizzazione di questo tipo di istallazioni pur non volendo rinunciare ad una essenza flessibile e ad una spazialità plastica genratrice di curiosità centripeda.

martedì, gennaio 22, 2008






_ Din-Ink: reinventing the Bic pen

"Turning your favourite office tool into a common cutlery item…this is called din-ink" . Con questo progetto Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Francesca Fontana e Crisitan Cellini gruppo di giovani designer e architetti italiani ha vinto l'ultima edizione del Macef Design Award. Un set di tappi pensati per sostituire durante le brevi pause pranzo trascorse nei grigi uffici metropolitani, il normale tappo di una penna a sfera che diventerà, così, un coltello, una forchetta e un cucchiaio, fin quando ve ne sia la necessità. Tutto rigorosamente biodegradabile al 100% non tossico, igienico e progettato per essere distribuito e riposto all’interno di una confezione richiudibile anch'essa in materiale compostabile ed essere così totalmente rispettoso dell’ambiente. "D'ora in avanti le vostre penne avranno una buona ragione per essere mordicchiate: usatele per din-ink."

Per altre informazioni e per i più curiosi vi rimando al sito www.designboom.com dove sono pubblicati tutti i rislutati del concorso e all'articolo e a questo articolo sempre pubblicato su designboom sulla penna bic.